Castrati e cicisbei, mignotte e mignottari: ideologia e moda.

Dai talk show, alle dispute di condominio, dalle tribune politiche ai dietro le quinte… qualcosa è rimasto e qualcosa è cambiato nei giochi di palazzo del viver cortese.

Dal potente al piccolo borghese, in molti sembrano sollazzarsi e ispirarsi a modelli dozzinali, di poco pregio, perché scarsi di meriti, virtù e valori.

Nel nostro paese, sempre attento alla forma, il galateo dominante è quello dell’Italia pecoreccia delle vacanze di Natale, dei talk show della De Filippi o delle numerosissime tribune politiche. Dal grande al piccolo, tutti sono rappresentati, l’importante che abbiano almeno una di queste qualità: esibizionismo, megalomania, arrivismo, saccenteria, ipocrisia, qualunquismo, volgarità, violenza, cinismo. Quando ero piccolo tutti conoscevano Alvaro Vitali ma non credo fosse un modello di riferimento, oggi lo è diventato, e insieme a lui i più contemporanei fratelli Vanzina. Il salto è stato piccolo anche se l’ambientazione è cambiata, ampliandosi e diversificandosi. L’umorismo da caserma, oltre a coinvolgere il popolino e diversi arrivisti, arricchiti, cocainomani e/o allupati di vario genere, è entrato in parlamento grazie alle squadre e squadracce di deputati, senatori, parlamentari e ministri, che sfilano quotidianamente davanti ai nostri occhi.Schermata 06-2457185 alle 13.48.33

La ricerca della velina, bellezza frivola, più o meno pacchiana, del festino droghereccio, della barzelletta volgare, classista, razzista, misogina. I cicisbei forse non erano così volgari, ma amavano anch’essi la gioventù e lo sberleffo. Alla frivola e leggera, insolente e affettata, cultura edonistica, dei castrati e cicisbei del settecento si affiancava il primato culturale e politico degli aristocratici e la loro distanza nei confronti degli altri ceti sociali. Così, mentre le mogli si intrattenevano fra talchi, cantici e castrati (che non sono eunuchi ben inteso), i mariti gestivano le alte sfere e andavano a mignotte. Oggi giorno questa distanza si è di molto ridotta. Non che sia una cosa sbagliata ma il punto d’incontro è sorto su una condivisione al ribasso. Così cicisbei, castrati e mignotte formano ormai un’equipe affiatata che, sempre più spesso, riesce a ravvivare ed unire la vita privata di personaggi più o meno pubblici. Il popolo italiano vuole uguaglianza a partendo dalla panza o, magari, da poco più giù. Credo che in molti sarebbero disposti a firmare una vita alla vacanze di Natale, e se è la democrazia a dirlo, non ci si può fare nulla. Si può sempre cambiare paese.

Forse l’Italia non è stata mai così unita, bisognerebbe festeggiare! Neanche ai tempi del Duce c’era una tale unanimità, perché l’antagonismo era tenuto a bada dalla repressione. Tutti insieme appassionatamente, dov’è il problema? Se non vi sta bene, la porta è quella.  La minoranza, che sempre esiste, anch’essa sembra fiaccata perché è composta, da gente che temporeggia aspettando di raccogliere qualche mollica o il proprio turno per la grande abbuffata. Poi ci sono quelli che fanno finta di essere contro perché se ne vergognano, tipo Marrazzo. Per il resto il gruppo di non conformi è così esiguo che si fa presto a classificarli come emarginati, straccioni, black bloc, quattrocchi, freks, infelici, incapaci, repressi, comunisti, danni collaterali, ecc.   

Polverini

Un altro elemento che accomuna le due epoche è il diffuso amore per il mascheramento e il travestitismo.  Gli antichi aristocratici usavano il ballo in maschera, la festa a tema o il teatro, per allontanarsi dalla vita comune, alla ricerca di esperienze esotiche o per sfoggiare le proprie possibilità. Oggi giorno, feste in maschera a parte, la chirurgia estetica o la ricerca di carne giovane a tutti i costi, mi fa pensare ad una classe dominante che, intuendo l’imminenza della fine o viceversa credendo ciecamente nella propria intoccabilità, vive il tutto per tutto, un’eterna primavera, un prolungamento di un’adolescenza spudorata, egocentrica e arrivista. Ora quella vita frivola e leggera, nelle vesti pompose e stravaganti dei musici cantori e dei cavalier serventi, era destinata a finire poiché creava un forte divario tra l’immaginario e la realtà. Nel nostro caso questo pericolo non c’è. Attualmente il divario è minimo, condividiamo i musici cantori e i cavalier serventi, loro dal vivo noi alla tv, ma l’intenzione è comunque ridurre lo scarto. La sagra del carroccio attira e il pelo di fica ancora di più, se poi ce ne aggiungi pure uno di coca, una raccomandazione, uno stipendio da brivido con pensione inclusa.  Beh, mica male, la politica vicina alla gente, la gente in politica e che gente, gente allegra finalmente no quei vecchi rincoglioniti della seconda repubblica!

La seconda repubblica iniziò con tratti di antipolitica, impersonificati dalla Lega Nord (di carattere autonomista-separatista) e da Forza Italia (di carattere aziendalista). Il rinnovamento del personale politico e della classe dirigente si caratterizzò per alcuni tratti fondamentali (confronto tra I Legislatura della Repubblica Italiana (1948) e XVI Legislatura (2008):

·      aumento tra i parlamentari dei manager: dal 6,1% al 18,2%

·      diminuzione dei membri del settore legale (dal 33,9% al 10,6%) e dei sindacalisti (dall’11% al 3%)

·     diminuzione dell’istruzione media dei parlamentari: titolo di laurea sceso dall’80,5% al 68,5%. 

La res pubblica in mano al popolaccio, i mercanti nel tempio, peccato che non ci sia posto per tutti, perché sono in molti a voler stare al posto loro e sono sicuro che molti altri, trovandosi al posto loro, farebbero lo stesso, forse anch’io chissà? No io no, magari una volta, da adolescente appunto, ma adesso no!

Concludo con una domanda: ma a che serve lo stato?

No la domanda non era questa, volevo dire, cosa può fare chi vuol cambiar pagina? Come arrivare ad un risorgimento italiano evitando svolte autoritarie, facili moralismi e rimpastoni deleteri?

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Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
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