Teoria e pratica dell’abduzione_02

Riprendendo l’analisi fatta in precedenza sui tre tipi di logica, deduttiva, induttiva e abduttiva, ci terrei a specificare che le tre inferenze individuate permettono un accrescimento della conoscenza in ordine e misura differente.

Se il criterio dell’oggettività pone al primo posto l’induzione, per essere l’unica ad offrire un risulato certo, al secondo la deduzione, per essere in grado di offire un dato verificabile, e al terzo e ultimo posto l’abduzione, perché offre solo dei risultati probabili, ricordiamo che cambiando criterio l’abduzione risulta l’unica in grado di ipotizzare nuove idee. Per lo stesso motivo Peirce afferma che è l’unica forma di ragionamento suscettibile di accrescere il nostro sapere, perché permette di indovinare, di prevedere, di azzardare la relazione di due dati apparentemente lontani.

processo-inferenziale

Altro svantaggio dell’abduzione è quello di essere maggiormente soggetta al rischio di errore. Per abdurre bisogna saper rischiare, è vero, bisogna spostare lo sguardo oltre le proprie certezze, giocare fuori casa, anche se con il proprio pallone. Tuttavia solo così si riesce ad inventare qualcosa di nuovo su cui però si ha un certo controllo. Per spiegare questo spostamento utilizzerò una spiegazione un po complessa, apparsa nel Manifesto di Psòmega, in un passaggio in cui parla dell’inventiva:

« Spostamento significa pensiero non lineare, modalità non logico-deduttiva di procedere con il logos della semiosi e quindi logicamente. Vale la pena di insistere sul fatto che “spostamento” è proprio la traduzione in italiano volgare e corrente di “abduzione”, che è un calco latino, e che secondo etimologia vuol dire “condurre” (ducere) “lontano da” (ab), allontanamento e quindi anche spostamento. »

Altro testo importante per capire il valore dell’abduzione è quello estratto dal libro “Dove gli angeli esitano” di Gregory Bateson. Questo lavoro, a me caro e pubblicato postumo dalla figlia Mary Catherine, affronta il tema della sacralità dell’esplorazione conoscitiva e contemporaneamente approfondisce ulteriormentei i temi dell’abduzione e della patologia del ragionamento lineare e riduttivista.

Bateson definisce l’abduzione come «il procedimento con cui da fenomeni appartenenti a campi diversi si estrae ciò che hanno in comune» (Bateson, 1989, 65).

«Siamo talmente avvezzi all’universo in cui viviamo e ai nostri poveri metodi di riflessione su di esso, che quasi non ci accorgiamo, per esempio, del fatto che si può descrivere un certo evento o cosa… e poi ci si può guardare intorno e cercare nel mondo altri casi che obbediscono alle stesse regole da noi escogitate per la nostra descrizione. Possiamo esaminare l’anatomia di una rana e poi guardarci intorno per scoprire altri esempi delle stesse relazioni astratte ricorrenti in altre creature, compresi, in questo caso, noi stessi. Questa estensione laterale delle componenti astratte della descrizione è chiamata abduzione…» (Bateson, 1984, 191-92).

«Ogni abduzione può essere vista come una descrizione doppia o multipla di qualche oggetto o evento o sequenza. Se esamino l’organizzazione sociale di una tribù australiana e lo schema delle relazioni naturali su cui è basato il totemismo, vedo che questi due blocchi di conoscenza stanno tra loro in relazione abduttiva, cioè obbediscono entrambi alle stesse regole. In ciascun caso si suppone che certe caratteristiche formali di una componente siano riflesse nell’altra» (ibidem, 192-93).

La versione più moderna e spettacolare del valore dell’abduzione l’ho trovata su un sito in cui l’autore associa questo metodo logico con quello diagnostico della serie del Dottor House, il nuovo Sherlock Holmes della medicina.

Come vedete anche le fonti sono molteplici, non mi resta che continuare a rendere più probabili ipotesi strampalate in cerca di novità sorprendenti. Invito tutti a fare lo stesso, sapendo che qui troverete una buona compagnia.

Buona investigazione!!

sherlock-holmes-007

Ai più secchioni propongo la traduzione di un interessante testo in inglese in cui viene presentata una delle prime analisi di Peirce sui tre tipi di ragionamento logico tratto dall’articolo “On the Logic of Science” tratto dalle Harvard Lectures del 1865. Ho iniziato a tradurla ma il testo si fa progressivamente più complicato e le mie attuali conoscenze dell’inglese non mi permettono di andare oltre. Da quello che ho capito l’articolo da un esempio di come giungere alla stessa conclusione seguendo tre direzioni diverse, che corrispondono a tre modalità diverse di inferenza.
Di seguito i miei appunti…
I tipi di inferenza sono:
      Detrazione o deduzione a priori ,
      Induzione o deduzione à particularis ,
      Abduzione o ipotesi o inferenza à posteriori .
(Peirce, CE 1, p. 267).
      Se giudico saggi quei comportamenti che appartengono solo ai sapienti, ho ragione a priori .
      Se giudico saggi quei comportamenti che si sono rivelati saggi in altre occasoni, ho un ragionamento induttivo [ à particularis ].
      Ma se giudico saggi tutti quei comportamenti eseguiti da un uomo saggio, faccio semplicemente una ipotesi, che lo fa perché è saggio, e avrò quindi ragione à posteriori .
(Peirce, CE 1, p. 180).
Supponiamo di effettuare le seguenti assegnazioni:
A
=
“Sapienza”,
B
=
“Un certo carattere”,
 = Benevolenza
C
=
“Una certa condotta”,
 = Contribuisce alla Carità
D
=
“Fatto da un uomo saggio”,
E
=
“Una certa occasione”.
 = Proprio oggi
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Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
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