Kokologia

Proprio l’altra sera, durante un simpatico e gioviale ritrovo fra amici, è rispuntato fuori un gioco che definirei psico-pop, ossia un test proiettivo senza pretese, semplice da fare e rapido da interpretare, che forse avrete avuto modo di sperimentare anche voi. Inizia più o meno così: immaginate di stare nel deserto… nel deserto c’è un cubo, com’è questo cubo?

deserto

Beh, fu divertente la visualizzazione e l’interpretazione tant’è che annotai le mie risposte su un pezzo di carta che ho ritrovato oggi sulla mia scrivania. Mi son detto, “è un peccato buttarlo ma… dove metto questo ennesimo foglietto svolazzante che tanto poi perderò o me lo ritroverò fra i piedi chissà per quanto tempo ancora!!?!” La soluzione è stata farne un articolo! Mi sono messo quindi a cercare informazioni e ho trovato un filone interessante, non molto esplorato, che credo valga la pena di condividere, sto parlando della kokologia. Vi dice niente? Immagino di no, anche perchè non si trovano molti articoli in italiano sul web e ciò che si trova sono soprattutto libri o giochi da comprare.

kokologyNavigando nel WWW estero scopro che il termine è un’unione del giapponese 心 , Kokoro, che significa “cuore, mente o spirito”, con il greco λόγος, Logos, che significa “scegliere, raccontare, enumerare e studiare”. La Kokologia potrebbe quini essere tradotta come lo studio del cuore della materia o della vera essenza di qualcosa. Andando avanti con le ricerche, scopro l’esistenza di Kokology, un quiz televisivo creato da Tadahiko Nagao, produttore televisivo, e da Isamu Saito, professore emerito dell’università giapponese di Rissho e Waseda e autore di una serie di libri best-seller sulla psicologia e le relazioni umane in generale. L’obiettivo del gioco è analizzare la psiche profonda attraverso una serie di visualizzazioni che, come se si trattasse di un sogno ad occhi aperti, hanno lo scopo di evidenziare quali sono le modalità e le submodalità rappresentative delle immagini. Secondo gli autori le basi teoriche del gioco si rifanno alle tecniche psicoanalitiche di Freud e Jung, con l’aggiunta di una buona dose di Programmazione Neuro Linguistica. Nella fattispecie, fa riferimento soprattutto alle modalità e submodalità della PNL, intendendo con le prime l’insieme dei sistemi rappresentazionali del canale visivo, auditivo e cinestesico, e con le seconde la loro specificazione. A livello visivo, per esempio, un’immagine può essere grande, piccola, sfuocata, a fuoco, incorniciata, senza cornice, vicina, lontana, a colori, in bianco e nero, statiche, in movimento, luminose, scure, eccetera, e ciò può rappresentare diversi aspetti di sè.

L’analisi di questi dettagli ha lo scopo di rivelare i propri atteggiamenti, più o meno nascosti, sul sesso , la famiglia , l’amore , il lavoro , e altri elementi della propria vita. Si tratta essenzialmente di un gioco di auto-scoperta che fornisce indicazioni interessanti, e spesso esilaranti, rispondendo a domande apparentemente innocenti .

Il quiz televisivo è andato in onda in Giappone nel 1991, un anno dopo sono state create da “Tecmo” le versioni videogioco “Soreike Kokology” “Soreike Kokology 2” (pare ne esistano delle rare versioni per MAME , Sony PlayStation e Sega AM2) e solo nel 1998 sono stati pubblicati i primi libri, diventati presto dei veri bestsellers a livello locale. Nel 2000 sono stati tradotti e resi disponibili nel Stati Uniti per poi diffondersi in tutto il mondo .

Il gioco-test più famoso è quello di cui vi parlavo in precedenza, chiamato “The Cube” il cubo, che comincia normalmente con l’immaginare un deserto, a cui seguono una serie di tre-cinque oggetti da visualizzare. Normalmente nel deserto appare quindi un cubo, poi una scala, delle foglie e / o dei fiori, un cavallo, e, infine, una tempesta.  Se il gioco è giocato da due persone, una volta che il narratore si è fatto un’immagine della scena descritta, può aiutare il lettore a interpretare la sua scena. Nel gioco-test invece, il lettore non dovrà fare altro che sommare le risposte date e andare a leggere il profilo corrispondente. Io preferisco la versione a due, perchè l’interpretazione può essere piu stimolante, soprattutto se ci si è documentati, anche brevemente, sul gioco.

A tal proposito, per chi volesse, invece, approfondire la tecnica del gioco e le sue interpretazioni, è stato pubblicato anche un libro “Secrets of the Cube: The Ancient Visualization Game That Reveals Your True Self”, delle autrici Annie Gottlieb e Slobodan D. CubePesic, disponibile anche in italiano “Il cubo : …custodisci il segreto. Annie Gottlieb, Slobodan D. Pesic ; traduzione di Bruno Kleinfeld . ed MILANO : MONDADORI, ma per chi volesse dargli un’occhiata c’è anche una versione on-line (che chicche che vi trovo eh!!!?). Una delle cose che mi ha colpito di questi giochi non è tanto l’efficacia interpretativa o la usabilità della visualizzazione ma il fatto che offrono un divertimento leggero ma non frivolo. Lungi dall’essere un divertissement di pascaliana memoria, il gioco non è un “devertere”, cioè non devia, non allontana l’attenzione ma al contrario offre l’opportunità per parlare di sè, di condividere in maniera ludica, i propri modi di essere e di fare. Poi, chiaramente, tutto dipende dai contesti, dai momenti e dalle persone, ma penso senza volerli elevare eccessivamente sia una forma di intrattenimento almeno più stimolante delle barzellette.

Oltre al “Cubo”, altri giochi  kokologici che ho trovato sul web, sfortunatamente solo in inglese. Ho cercato di tradurre al meglio uno di questi giochini psico-pop, molto semplici, leggeri e superficiali, che potranno arricchire il vostro repertorio per intrattenere ospiti e prede amorose. Non a caso il gioco che vi presento è alquanto frizzantino.

Una notte con la filarmonica:

“C’è qualcosa di magico quando si assiste ad un concerto di musica sinfonica. Prima che inizi c’è un senso di attesa e di puro piacere. Immaginate di far parte di un’orchestra sinfonica e di prendere parte, una sera, ad un concerto. Entrate sul palco insieme ai vostri colleghi musicisti, prendete posto sul palco e vi preparate a suonare con la certezza che, almeno una volta nella vita, realizzerete un’esecuzione magistrale. Se potessi far parte di quest’orchestra, quale strumento suoneresti?

  1. Violino
  2. Contrabbasso
  3. Tromba
  4. Flauto

Interpretazione:

Gli strumenti musicali rappresentano gli organi del sesso opposto. L’abbinamento fra voi e il vostro strumento mostra qual’è la percezione che avete di voi stessi e il suonare rappresenta l’amore e la sessualità. Lo strumento scelto dà indicazioni, quindi, su ciò che è è per voi fare l’amore.

  1. Violino: richiede delle dita sensibili, capaci di pizzicare le corde giuste,  e un tocco delicato, per muovere in maniera più o meno decisa l’archetto sulle corde tese. Facendo l’amore vi vedete quindi con la stessa consapevolezza e abilità nel trovare e giocare sui punti più sensibili del vostro partner. C’è un senso di avventura nel modo in cui le mani sono in grado di creare una musica nuova utilizzando le stesse note  a voi familiari.
  2. Contrabbasso: si ottiene una sensazione di potenza, nel prendere posizione dietro un contrabbasso enorme, capace di provocare quel che in gergo viene chiamato un “tremendo gemito”. In amore, la vostra abilità risiede quindi nella capacità di piegare il partner a vostra volontà, prendendo il controllo completo, e spingendolo poi verso un piacere che non avrebbe mai immaginato di poter sperimentare. Non chiedete mai il permesso, e ciò che vi rende così irresistibili è il vostro carattere dominante.
  3. Tromba: non c’è niente da fare, la bocca è l’arma più potente del vostro arsenale. Che si tratti di amore parlato, sussurrando all’orecchio del vostro partner, o di esplorazione, utilizzando sapientemente le vostre labbra, voi avete tutte le caratteristiche di una personalità orale.
  4. Flauto: il vostro strumento richiede un’incredibile sforzo di pazienza per arrivare ad essere usato con maestria. E la stessa pazienza si nota nel modo in cui consumate il vostro partner, con tenacia, determinazione e resistenza. I tuoi amanti sono spesso presi alla sprovvista quando, ciò che pensavano fosse una breve rassegna si trasforma rapidamente in un concerto completo in sei movimenti.

Trovate altri semplici giochi, in lingua inglese, a questo indirizzo. Se poi qualcuno di voi volesse tradurli e  metterli a disposizione, sarò lieto di offrirvi con piacere questo spazio virtuale.

Ah, dimenticavo, prima che butto questo foglietto, sul retro ne avevo scritto un altro, che purtroppo non ho trovato sul web, potremmo chiamarlo il “Test dei cinque simboli”.

  1. Iniziate prendendo un foglio bianco e dividendo in tre colonne.
  2. Nella prima colonna andranno disegnati i simboli, nella seconda la loro interpretazione grafica e nella terza tre aggettivi che li rappresentano.
  3. Si inizia disegnando un ovale, quindi la sua elaborazione grafica e la descrizione delle sue tre qualità. Poi si segue lo stesso procedimento disegnando un cerchio, poi due linee parallele, poi una “X” grande e  infine una “x” piccola.

Qui sotto trovate l’immagine del foglio con il mio test, così potete farvi un’idea di come funziona e conoscermi anche un po meglio. Se volete fare il test vi consiglio di non guardate la parte destra dell’immagine, dove sono riportate interpretazioni.

test lineeLe interpretazioni, come avrete visto, riguardano:

  1. L’immagine di sé (come ti vedi).
  2. L’immagine pubblica (come ti vedono gli altri).
  3. Le relazioni interpersonali (come vivi le relazioni con l’altro).
  4. La sessualità (come vivi il sesso).
  5. La relazione con la morte (come vedi la morte).

Carino no? Una mia amica mi parlava di una variante, in cui il primo disegno era libero, il secondo iniziava da un punto, il terzo da un cerchio, il quarto da due linee orizzontali che incrociavano due linee verticali ed il quindo due linee ad angolo. Credo che le corrispondenze interpretative di cui mi parlava fossero in parte simili e si riferissero a:

  1. La percezione di sè, nel primo caso,
  2. La percezione degli altri,
  3. Il rapporto con il padre,
  4. Il rapporto con il sesso e
  5. La motivazione attuale….

Aggiungo poi che un amico conosciuto sul web, proprio grazie a questo articolo, mi ha proposto una variante da giocare a due, ossia, con una persona che disegna la forma e l’altra che la interpreta a piacere modificandola con l’aggiunta di dettagli disegnati internamente e/o esternamente alla stessa. Anche questa versione non è male perché lo scambio tra l’analizzatore e l’analizzato rende l’attività dinamica e centra l’attenzione sul disegno presente, proposto di volta in volta, piuttosto che sulla sequenza nota in anticipo.

Approfitto dunque per rinnovare l’invito a chiunque sapesse qualcosa in più rispetto a questo tema, comunicatemelo e contribuirete alla sua divulgazione.

Aggiungo due righe anche su alcuni esempi analoghi a questo tipo di pratiche e che potrebbero fornire interessanti spunti abduttivi:

  • Il primo riguarda la scrittura, come insieme di segni capaci di evidenziare degli elementi rivelatori del carattere e delle condizioni di spirito di una persona. Del suo studio si occupa la grafologia, una scienza che per ora risulta scientificamente attendibile solo per per validare la paternità della grafia di una persona. Sul Blog dell’Associazione Italiana di Ricerca Grafologica di Catania, troverete informazioni interessanti e delle riviste scaricabili gratuitamente on-line (nella n° 1 trovate anche un simpatico test psico-pop sugli animali).
  • Il secondo trovato sul web non ricordo più come, riguarda l’interpretazione degli scarabocchi  fatti al telefono. Come oggetto di studi è interessante perchè focalizza la sua attenzione su un tipo di movimenti semi automatici al confine tra gesto intenzionale e movimento involontario. Tuttavia non ho trovato ancora nessun elemento metodologico o esplicativo degno di nota.

Beh, di giochetti ne avete tanti, buon divertimento e fatemi sapere!!

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Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
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Una risposta a Kokologia

  1. Ciao, un ringraziamento infinito per il tuo articolo!
    Nel tempo avevo perso alcuni di questi test, che utilizzo anche nel campo dell’educazione artistica/coscienziale.
    Ne ho degli altri altrettanto validi che ti potrei inviare.
    Li scrivo qui sotto?
    Primo tra tutti ti consiglio il TCT (Triade Color Test) di Corrado Malanga.
    Diego

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