Si è liberi solo entro i propri limiti_01

“Solo entro i nostri limiti siamo liberi, se non ce li diamo ci rendiamo schiavi di noi stessi”.

Quest’affermazione di Mariella Sassone, annotata durante un corso da lei tenuto quest’anno alla Pontificia Università dell’Antonianum, sulla “narrazione come conoscenza di sé“, mi è balenata in mente ascoltando le richieste di aiuto di un’insegnante di un Istituto Tecnico Superiore di Milano.

“I ragazzi ascoltano gli mp3 in classe, non fanno i compiti, non si preoccupano di portare neanche i libri, i quaderni o le penne. Oltre all’inedia e all’apatia con cui vengono a scuola, sono anche impudenti, sfacciati e irrispettosi, parlano ad alta voce fra loro di qualsiasi cosa, senza curarsi del luogo in cui sono, dei pochi compagni che vogliono seguire e figuriamoci dell’insegnante. Dicono che in classe si distraggono perché si annoiano e la cosa si ripete con tutti i docenti del corso”.cellulare_scuola

Era una classe che già conoscevo per avervici lavorato l’anno scorso, quando la scuola decise di cambiare la disposizione dei banchi. L’obiettivo del mio intervento all’epoca era presentare, in maniera interattiva, i cambiamenti delle caratteristiche ambientali dell’aula e la conseguente modifica delle tipologie di comunicazione possibili fra studenti e studenti e professori. Proposi differenti attività di gruppo e i ragazzi parteciparono, forse incuriositi dalla novità, ma è vero che notai anche alcune qualche persona distratta. In realtà queste persone si potevano dividere in due categorie, quelli che si mostravano così a loro agio da risultare senza freni e spesso molesti, e quelli che rimanevano completamente invisibili. Sicuramente la mia esperienza di alunno risale ad un periodo in cui in aula normalmente si temeva il professore, fatta eccezione del prof di religione che veniva massacrato. L’impressione che ho avuto dagli studenti è che si comportavano con tutti i professori come facevamo noi con quello di religione. Cos’è successo? Materie troppo astratte e sempre più lontane dalla realtà? Troppo buonismo? Gli studenti sono sempre più ignoranti perché anche i loro genitorilo sono? La crisi economico-culturale che ci attanaglia ormai da tutti i lati? Non so, forse la realtà si sta solo polarizzando e c’è chi sprofonda come chi eccelle. La sensazione personale è però un pò diversa e i giornali sembrano confermare la degenerazione di alcuni scenari scolastici.

Natale e mafia

In tal senso raccomando due film:

– “Mery per sempre” di Marco Risi, per seguire la tesi secondo cui la scuola, come il carcere, è un’istituzione assolutamente inadeguata, a parte qualche rara eccezione. 

– “Idiocracy” di Mike Judge, per seguire l’ipotesi che, siccome le persone più intelligenti sono sempre meno portate a fare figli, stiamo assistendo ad un progressivo aumento della stupidità umana.

Riprendendo il discorso sugli alunni dell’ITS di Milano, rimasi veramente colpito dalla completa libertà dei “disinvolti” nel dire e fare cose in classe e dalla totale apatia degli “invisibili” che riuscirono a mimetizzarsi perfettamente tra i banchi, dormendo, ascoltando musica o giocando col telefonino. I somari e i secchioni sembravano essere accomunati, ma con modalità diverse, dalla mancanza del senso del limite.

idiocracy-520b6b30585baLa tutor dell’Istituto mi spiegò che i primi erano quelli che andavano male a scuola e i secondi erano quelli che andavano bene e che per questo si isolavano, perché snobavano qualsiasi tipo di intervento. Qualcosa non quadrava, chi partecipava di più, anche se a modo suo, era chi andava peggio a scuola? Una nuova figura, quella dei secchioni snob, aveva appena superato i somari casinisti come soggetto scolasticamente deviato.

La tutor mi parlò della loro saccenza rispetto alle cose e del loro disprezzo delle persone, professori o compagni, considerati inutili e inferiori. Il dente della conoscenza di Giorgio Gaber iniziò a ronzare nelle mie orecchie mentre le immagini del film “Il villaggio dei dannati” invasero la mia mente. All’improvviso il panico di fronte a questi fenomeni sconosciuti si materializzò in schiere di biondissimi bambini dotati di sovrumani poteri mentali, pronti a dominare e distruggere la razza umana.villageofthedamned

Fortunatamente non mi feci prendere dal panico e cercai di andare oltre quella suggestione inquietante. Durante un momento di supervisione con le insegnanti e riflettendo sulla possibilità di approfittare del periodo estivo per creare dei compiti per le vacanze ad hoc da proporre alla classe, mi venne in mente un lavoro sui limiti. Trovai degli esercizi sulla consapevolezza di sé, dell’altro e dell’ambiente circostante, li adattai, semplificandone le consegne, e li proposi alla tutor. L’idea piacque e così questi particolari compiti per le vacanze, basati sull’ascolto sensoriale, emotivo e cognitivo di sé, entrarono a far parte del curriculum scolastico. A settembre una parte della classe aveva fatto tutti gli esercizi, impegnandosi piacevolmente nelle esperienze proposte, mentre l’altra era divisa fra chi non li aveva fatti perché non c’era riuscita e chi non li aveva fatti perché li aveva considerati privi di senso. Ritornavano le due categorie estreme più quella standard. La tutor mi confermò che le risposte corrispondevano agli studenti individuati nelle nostre categorizzazioni, ancora una volta i somari e secchioni avevano dato risposte simili ma in modo diverso rispetto al resto della classe.

To be continue…

Annunci

Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
Questa voce è stata pubblicata in Technics and methods e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...