Terapia di coppia 01

Il limite dell’amore è quello di avere sempre bisogno di un complice”

(Pier Paolo Pasolini)

La terapia di coppia è un percorso guidato che aiuta a interagire con le difficoltà presenti nel rapporto. Il percorso terapeutico consente quindi di:

  • Chiarire le problematiche presentate Individuare le difficoltà nella modalità di interazione presenti nella coppia;
  • Acquisire nuovi modi di relazionarsi a sè e all’altro che promuovano il cambiamento per il benessere della coppia;
  • Intervenire sulla relazione di coppia nei momenti di crisi che ciclicamente la attraversano, non significa quindi unicamente superare le difficoltà, quanto piuttosto ri-imparare a nutrire il legame affettivo, per poter vivere la relazione in modo più costruttivo e soddisfacente.

La Psicoterapia della gestalt sollecita l’attenzione allo scorrere dell’esperienza nel qui e ora, valorizzando il momento di contatto autentico della relazione. La relazione diventa, giorno dopo giorno una co-costruzione creativa e condivisa.

Come afferma Maria Mendito:

“Nell’ottica intersoggettiva, la relazione diventa un elemento centrale per il benessere e la sicurezza del nuovo uomo e della nuova donna. Imparare a stare nella relazione, a uscirne per poi rientrare, apprendere e gestire l’autonomia nella relazione consolida il senso di noi stessi e la sicurezza interiore”.

Il confine di contatto  La Psicoterapia della Gestalt e la Gestalt psicosociale pongono attenzione alla linea di demarcazione tra l’Io e il Tu, al confine di contatto. Il territorio dove percepiamo il legame con l’altro e la possibilità di slegarci, il luogo dove ci giochiamo l’ esperienza della relazione e del viaggio verso l’esplorazione è il confine di contatto. Già il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer nel suo Parerga e paralipomena, narrava del dilemma di alcuni porcospini, “Stachelschweine”, che, in una notte d’inverno, volevano riscaldarsi a vicenda, senza pungersi e che si sforzano di trovare la distanza giusta per non ferirsi l’un l’altro. Il porcospino deve così sacrificare la necessità di riscaldarsi per non pungersi. Schopenhauer conclude che, se qualcuno avesse abbastanza calore interno, potrebbe evitare la società, nonché il dare e ricevere attriti psicologici derivanti dall’interazione sociale.

Il testo della parabola recita così:

« Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Porcospini 01Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione. Così il bisogno di società, che scaturisce dal vuoto e dalla monotonia della propria interiorità, spinge gli uomini l’uno verso l’altro; le loro molteplici repellenti qualità e i loro difetti insopportabili, però, li respingono di nuovo l’uno lontano dall’altro. La distanza media, che essi riescono finalmente a trovare e grazie alla quale è possibile una coesistenza, si trova nella cortesia e nelle buone maniere. A colui che non mantiene quella distanza, si dice in Inghilterra: keep your distance! − Con essa il bisogno del calore reciproco è soddisfatto in modo incompleto, in compenso però non si soffre delle spine altrui. − Colui, però, che possiede molto calore interno preferisce rinunciare alla società, per non dare né ricevere sensazioni sgradevoli. »  Il concetto è poi entrato a far parte dell’ambito della psicologia quando fu riscoperto ed adottato da Sigmund Freud in Psicologia delle masse e analisi dell’Io. Freud affermò che il suo viaggio negli Stati Uniti nel 1919 fu dovuto a questo: “vado negli USA per scovare qualche porcospino selvatico e leggere qualcosa”.

hedgehogdilemmaUPIl dilemma ha ricevuto attenzioni empiriche nella psicologia contemporanea. Jon Maner e i suoi colleghi hanno fatto riferimento al “problema del porcospino di Schopenhauer” quando interpretavano i risultati di alcuni esperimenti in cui si esaminava come le persone reagissero all’ostracismo e ad altre forme di esclusione. I loro risultati mostrano che, per persone cronicamente ansiose, l’esperienza del rifiuto conduce a divenire relativamente anti-sociali; ma fra persone dalla disposizione maggiormente ottimistica, l’esperienza del rifiuto conduce a intensificati sforzi di avvicinarsi agli altri.  Di questo famoso dilemma la Psicoterapia della Gestalt ha fatto uno dei suoi temi organizzatori: il confine (gate), che separa, é paradossalmente anche ciò che, nel contatto, unisce. Il dilemma del porcospino afferma che tanto più due esseri si avvicinano tra loro, molto più probabilmente si feriranno uno con l’altro. In analogia con le relazioni tra due esseri umani, questo si può tradurre in vari modi:

  1. Se due persone si unissero a tal punto da essere un essere solo, qualsiasi cosa spiacevole che accadesse ad uno di loro ferirebbe anche l’altro;
  1. Se, invece, nell’unione ognuno mantenesse le proprie differenze le incomprensioni tra i due potrebbero causare problemi ancora più grandi.

tumblr_le7rrbrXoe1qcuwxgo1_500Il concetto di confine di contatto é una formulazione della Psicoterapia della Gestalt, che riconosce la natura paradossale del contatto, ove l’organismo mantiene la propria separazione e, contemporaneamente, ricerca l’assimilazione e l’unione.

Il confine di contatto scandisce il ritmo delle relazioni affettive: mi lego a te/mi slego da te.

In questa danza della relazione avviene il contatto (con) e il ritiro (da).

– Ti ritiri tu?

– Taratara-ta!

 

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Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
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