Terapia di coppia 04

Cosa può uscire da un allegro Pic-Nic di Pasquetta passato sulle rive del Lago di Bolsena in compagnia di amici, colleghi e colleghi/amici, è difficile a dirsi…

LAGO 1Sarà che l’aria era frizzantina, il posto particolarmente energetico, il simposio particolarmente stimolante e che la primavera bussa alle porte ormai da tempo, fatto stà che si è fatto largo spontaneamente un discorso sulle coppie già iniziato nella cena pasquale. Anche se il contesto era poco serio e la chiacchiera è stata breve, il tema ha lasciato intravedere delle evoluzioni molto interessanti, che meritano un seguito.

Si è parlato infatti della facilità, che ha l’uomo di oggi, di sperimentare, almeno una volta nella sua vita, un ruolo di “zerbino”. Uomo schiavo, zitto e bravo, Yes Man o servo della Gleba, molti di noi, io compreso, mi sono sentito così in almeno una relazione, con pericolosi accenni anche in altre… Con il desiderio di diventare al più presto immune da tali degenerazioni relazionali, vi lascio qualche approfondimento sul tema.

Servi della gleba.

Violenza di genere

La violenza di genere è una forma di violenza, fisica o psicologica, esercitata contro qualsiasi persona sulla base del suo sesso o genere, che impatti negativamente sulla sua identità e benessere sociale, fisico e / o psicologico. Secondo le Nazioni Unite, il termine è usato “per distinguere la violenza comune da quella che si rivolge contro persone o gruppi sulla base del loro sesso“.

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La violenza contro i maschi

La violenza contro i maschi – o violenza contro gli uomini – è un’espressione usata da alcuni ricercatori per cercare di mettere insieme diversi fenomeni di violenza contro questo gruppo di persone in vari contesti, tra cui:

  • Violenza intra-familiare o domestica;
  • Violenza nel fidanzamento;
  • Violenza di genere;
  • Violenza infantile;

Alcuni ricercatori ritengono che la violenza contro l’uomo è un grave problema sociale serio perché, anche se normalmente si presta maggiore attenzione alla violenza perpetrata contro le donne, sarebbe possibile sostenere che la violenza contro gli uomini, in diversi contesti, è un problema sociale rilevante degno di attenzione; tuttavia, questo costituirebbe un tabù sociale e “un fenomeno diverso dalla violenza contro le donne e che dovrebbe essere analizzato come tale“. A causa della sua natura, le cause e le conseguenze sarebbero, quindi, diverse, così come gli ambienti in cui si manifesta.

zerbino vs schiava 01

Tra i motivi per cui si considera una tabù sociale la violenza contro gli uomini, sarebbe la contraddizione fra la sua esistenza e il ruolo di genere stereotipato che vede gli uomini come il sesso forte. Una ricerca condotta da gruppo di psicologi messicani sembra confermare l’influenza della cultura nella presenza di ricerche scientifiche sull’argomento,  appare evidente infatti come “solo in pochi paesi si conoscono studi sulla violenza specifica di donne contro gli uomini, anche se esistono” un pò dappertutto.

In Europa, ad esempio, solo la Finlandia ha pubblicato uno studio in cui si rileva che, su un campione di 5.836 adolescenti, il 22% dei ragazzi e il 6% delle ragazze dichiara di essere stato vittima di violenza fisica da parte dei loro partner (National Research Institute of Legal Policy, 2009).

Oltre oceano, negli Stati Uniti, Tschann, Pasch, Flores, Vanoss Marin, Baisch e Wibbelsman (2009), con un campione di 223 adolescenti dai 16 ai 20 anni , hanno rilevato che il 27 % delle donne e il 24 % degli uomini si dichiarano autori di violenza fisica contro i loro partner; e il 22 % delle donne e il 33 % si dichiarano vittime della violenza fisica esercitata da parte dei loro partner.

In Messico, un altro studio, applicato ad un campione di 285 studenti delle scuole superiori, ha riscontrato che il 5,23% delle ragazze e il 3,23% dei ragazzi ha dichiarato di aver esercitato violenza fisica (lancio di oggetti, calci, pugni, schiaffi, spinte o soffocamenti) contro il proprio partner almeno una volta durante l’ultimo anno, il 3,5% delle ragazze e il 2,6 % dei ragazzi, da tre a cinque volte, e l’1% di ragazzi delle ragazze almeno sei volte (Antônio & Hokoda, 2009).

Anche in Australia sono stati condotti alcuni studi, uno del 1999 e l’altro del 2005, in cui il 32,3 % degli uomini ha segnalato un abuso fisico o emotivo da parte della partner o della sua ex ( South Australian Department of Human Services , 1999) e che quasi un uomo su tre (29,8%) risulta essere stato vittima di violenza domestica (Australian Bureau of Statistics, 2006).

zerbino vs schiava 02

Appare evidente come il fenomeno esista e sia diffuso, e di come sia oggetto di contesa e di negoziazione a livello sociale e dipenda dalle scelte di valore, dai contesti culturali e dalle relazioni di potere e dominio presenti. la rilevanza sociale dello stesso, dipenda fortemente dal tipo di cultura di appartenenza. Ma d’altra parte la definizione stessa di “violenza” dipende molto dallo spazio e dal tempo in cui è inserita. Nella seconda metà degli anni ’80, Straus e Gelles, affermati studiosi americani della violenza in famiglia, scrivevano, ad esempio, che non esiste una nozione scientifica del termine “violenza” (abuse). Secondo questi autori “… esso è piuttosto un concetto politico. Violenza è essenzialmente ciascun atto che viene considerato deviante o pericoloso da un gruppo sufficientemente ampio o con sufficiente potere politico per sostenere una determinata definizione”. Definire un certo comportamento come “violenza” significa infatti sancirne, in qualche modo, l’illegittimità sociale.

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La domanda sorge spontanea:

wonder-womanquando e come la violenza della donna sull’uomo è illegittima?

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La risposta nel prossimo artiolo, nell’attesa, un paio di video sull’argomento:

 

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Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
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