TUTELA DEI MINORI IN FRANCIA

Ho il piacere di presentarvi un testo, del caro amico Jacques JOUVES, in cui viene descritto brevemente il sistema di tutela del minore in Francia.
Il testo è stato realizzato all’interno del progetto franco-italiano di studio sulla “Protection de l’enfance en Italie” del 2013.

Visite-etude franco-italienne* dello stesso Jouves è disponibile anche uno schema riassuntivo in francese pubblicato nel Blog del CRFPFD, Centro Regionale di Formazione e Perfezionamento alle Funzioni di Direzione del Midi-Pyrénées.

Erasme.

IL MINORE IN FAMIGLIA

Come molti paesi, la Francia ritiene che il primo patrono del bambino è la sua famiglia. La normativa relativa al rapporto tra genitori e figli è sancita dal Codice Civile. Le politiche per la famiglia, gli aiuti e i servizi di cui possono beneficiare le famiglie sono scritti nel “Codice di azione sociale e delle famiglie”, un insieme di dispositivi legislativi e regolamentari.

Dal 1970 la patria potestà, eredità del diritto romano, è stata sostituita dalla potestà genitoriale. Si tratta di un insieme di diritti e doveri che il padre e la madre hanno, nell’interesse del bambino.

I diritti dei bambini sono garantiti in Francia, dalla Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo del 1989, dai testi Europei di legislazione nazionale che attribuiscono al minore dei diritti specifici soprattutto in caso di separazione dei genitori, e da tutte quelle misure di sostegno di cui può beneficiare.

Che si tratti di figli legittimi, naturali o adottati, tutti i bambini hanno gli stessi diritti. Tutte queste distinzioni sono scomparse dal codice civile dagli inizi del 2000.

Che i genitori siano sposati, vincolati da un Patto di Solidarietà Civile, o da una unione libera, la potestà genitoriale è condivisa tra loro, anche oltre la loro separazione. In caso di controversie è il “Giudice per gli Affari Familiari” che risolve le controversie. In caso di perdita dei genitori è il “Giudice Tutelare” che organizza la tutela dei figli minori affidandola a una persona (un familiare o una persona che manifesta un interesse per il bambino), o a dei Servizi d’Aiuto Sociale per l’Infanzia del dipartimento corrispondente (la Francia si divide in 101 dipartimenti: 96 metropolitani e 5 d’oltremare).

.

PREVENZIONE

Ci sono diversi livelli e diversi dispositivi di prevenzione che riguardano i bambini e i giovani.

1) Il “Service d’Action Sociale”, servizio di azione sociale, è il primo grado di aiuto alle famiglie, per la versatilità dei suoi assistenti sociali. Presente in tutto il territorio del dipartimento, iscrive le sue azioni e i suoi aiuti all’interno delle politiche di sviluppo locale al servizio della popolazione. Vista la sua storia, vecchia più di un secolo, è particolarmente sensibile alle problematiche dei minori a rischio.

2) La “Protection Maternelle et Infantile”, protezione materna e infantile, è un servizio specifico per il minore che inizia prima ancora della nascita del bambino, attraverso delle azioni di pianificazione familiare (consulenza sulla sessualità, la contraccezione, la vita di coppia …) e si rivolgono all’insieme della popolazione, ma con un’attenzione particolare nei riguardi delle persone in difficoltà:

  • Monitoraggio medico-sociale della gravidanza e della preparazione alla genitorialità.

  • Monitoraggio del bambino piccolo (visite mediche per bambini fino ai sei anni di età, aiuti per la puericultura a domicilio, visite mediche nelle scuole materne,…)

  • Accreditamento delle assistenti materne (persone che si prendono cura del bambino nel suo domicilio -fino a tre massimo- mentre i genitori sono al lavoro).

3) La “Prévention Spécialisée“, prevenzione specializzata, è un servizio di squadre di pronto intervento finanziato dal Dipartimento (la nostra Regione), “nelle aree urbane sensibili e nei luoghi in cui si manifestano dei rischi di esclusione sociale”. Esse si rivolgono a giovani dai dieci anni fino al compimento della maggiore età e spesso al di là, con il fine di “prevenire la loro emarginazione e di favorire l’integrazione o la promozione sociale dei giovani e delle famiglie.” Tre grandi principi caratterizzano questo “lavoro di strada”: la libera adesione, l’assenza di un mandato e l’anonimato.

4) La “prévention de la délinquance“, prevenzione della criminalità, non è né un’istituzione né un dispositivo, si tratta di una politica pubblica che prevede dei contributi da parte degli enti locali (città, province…), dei servizi statali (istruzione, giustizia, polizia, gendarmeria…) e di differenti tipi di strutture del privato sociale. I principali attori in queste azioni sono i servizi di “Protection Judiciaire de la Jeunesse“, Protezione Giudiziaria della Gioventù, che dipendono dal Ministero della Giustizia e che hanno come obiettivo specifico quello di seguire i minorenni che hanno commesso dei reati. Le squadre di prevenzione specializzate, di cui sopra, possono partecipare anche all’interno di tali interventi.

.

PROTEZIONE

“Se la salute, la sicurezza, la morale, le condizioni di educazione, lo sviluppo fisico, affettivo, intellettuale e sociale di un minore…” sono compromessi, viene messa in marcia un’ulteriore misura di protezione dell’Infanzia.

In Francia, le moderne forme di “Protection de L’enfance et de la jeunesse“, protezione dell’infanzia e della gioventù, risalgono alla fine della guerra, nel 1945. Alla fine del XIX secolo, infatti, le domande sulle violenza contro i minori, il loro stato di abbandono, l’origine dei loro disturbi, la loro responsabilità negli atti di delinquenza, avevano alimentato un gran dibattito e diviso la società civile.

Alcune leggi testimoniano ancora questa preoccupazione:

  • 1889 (decadenza della potestà dei genitori violenti)

  • 1912 (creazione dei tribunali per i minorenni e delle “scuse attenuanti per minorenni” sanzioni dimezzate)

  • Intorno agli anni ’20 nascita di movimenti di educazione popolare per i giovani.

  • 1936 Creazione di un ministero della gioventù.

Conseguentemente agli sviluppi della sociologia, della pediatria, della psichiatria, la volontà politica di emancipazione fà rafforzare le tendenze dell’educazione e della psicologia educativa.

Ma è con la “liberazione” che vengono stabiliti i principi di educabilità del bambino, insieme alla loro attuazione.

  • Autunno 1945, creazione di un servizio sociale e medico per la scuola e per l’universitaria, per la tutela della maternità e dell’infanzia.

In precedenza, il 2 febbraio dello stesso anno sarà promulgata un’ordinanza (equivalente ad una legge) sulla delinquenza giovanile, in cui si stabilisce il primato dell’educazione sulla repressione, privilegiando la rieducazione e la cura, l’attenzione alla situazione particolare del giovane, il trattamento individualizzato della sanzione. Fù questa ordinanza a far nascere la figura del giudice per l’infanzia.

Tuttavia, questo giudice specializzato è competente solo per i giovani delinquenti e per i bambini di strada. È per questo che nel 1958 si fa largo una nuova voce, quella dedicata ai bambini in pericolo fisico, morale o educativo.

Da allora, la tutela del minore consta di due aspetti: la prevenzione sociale (provvedimento amministrativo) e di assistenza educativa (provvedimento giudiziario).

La presentazione che segue non affronta il trattamento dei minori con disabilità all’interno di quel settore noto come medico-sociale, fatta eccezione del caso in cui i minori siano vittime di abusi o di negligenza da parte dei loro genitori. Lo stesso vale per i minorenni se accompagnati dai servizi del Dipartimento di Giustizia identificati come servizi di “Protezione Giudiziaria Minorile“.

.

LA “PREVENZIONE SOCIALE”, DETTA ANCHE “PROTEZIONE AMMINISTRATIVA”

La sua funzione è quella di prevenire gravi disfunzioni della famiglia che mettano in pericolo il minore. La protezione amministrativa viene applicata da un team multidisciplinare, secondo un contratto stipulato dalla famiglia e il servizio di “Assistenza Sociale per Minori“. Questo servizio dipende dai 101 dipartimenti esistenti in Francia, e si occupa prioritariamente del minore ma anche delle condizioni di vita dei genitori, cercando di modificare i loro comportamenti appoggiandosi sulle loro competenze.

La tutela amministrativa si esercita secondo tre tipi di formule:

  • Aide Éducative à Domicile: nell’aiuto educativo a domicilio, il bambino rimane nel suo normale ambiente di vita e il team educativo lo incontra regolarmente. Un ampio partenariato è stabilito con le scuole, i centri ricreativi, i club sportivi, le associazioni culturali, ecc. I genitori sono incoraggiati dagli assistenti sociali a sostenere il bambino nella sua educazione,nelle sue attività e, se necessario, a iscriverlo ai servizi sanitari (visite pediatriche, psicologiche, di logopedia, ortofonia, ecc).

  • Service Éducatif de jour: il servizio educativo di giorno è un tipo di cura quotidiana che risale alla fine degli anni ’80. Si tratta di un’alternativa all’affido che vedremo in seguito. Insistendo su come aiutare i genitori attraverso un supporto intensivo, evita il trauma dell’affido sia al bambino che ai genitori. Il bambino vive nella sua famiglia. Ogni giorno, all’uscita della scuola, il minore accede a un servizio collegato a una comunità per minori, per trascorrere qualche ora seguendo un programma stabilito in accordo con i suoi genitori. Negli incontri con gli educatori, i terapeuti, animatori, egli gode di un sostegno scolastico, di colloqui educativi per incentivarlo a partecipare ad attività sportive e culturali. Il minore può anche incontrare lo psicologo nel centro, o essere accompagnato in un centro psicoterapeutico esterno. Questo progetto è molto personalizzato e comprende anche degli obblighi per i genitori, come quello di accompagnare il minore a scuola, di sottoporlo a visite mediche, a organizzare le domeniche e le vacanze. Mette alla prova la capacità di mobilizzazione della famiglia, nell’interesse del bambino, per valutare le difficoltà e le sofferenze del minore che può portare, a volte, a prendere in considerazione la possibilità di un affidamento a terzi.

  • Le Placement: nel caso dell’affido, il bambino non risiede permanentemente con la sua famiglia ma è accolto in una struttura per un determinato periodo. Questo tempo di affido può durare alcune settimane o diversi anni, ma il contratto deve essere rinnovato ogni anno. L’accoglienza del minore può essere condotta in modo continuo o solo per pochi giorni a settimana. Attualmente, si preferiscono degli affidi brevi e sequenziali, ma questo metodo è difficile da attuare data la debolezza di soluzioni alternative o complementari. Come si può vedere, questa misura non solo non rompe i legami con la famiglia, ma cerca di rafforzarli visto che il bambino torna a casa regolarmente e che sui genitori si interviene con un supporto e sostegno educativo e sociale.

Se una misura di tutela amministrativa non può realizzarsi nell’interesse del bambino a causa dell’opposizione della famiglia o della gravità della situazione, il servizio di Assistenza Sociale per Minori chiede al Procuratore della Repubblica di ottenere una misura di tutela giuridica. Se il Procuratore ritiene che il minore è in pericolo, può chiedere al Giudice dei Minori di prendere in considerazione una misura di assistenza educativa.

.

L’ASSISTENZA EDUCATIVA” ANCHE DETTA “PROTEZIONE GIURIDICA”

Il Giudice per i minori conduce un’indagine sulla base di relazioni (assistenti sociali …) e con l’appoggio dei diversi servizi (esperti, psichiatria, polizia …), sente i genitori e i loro avvocati, ascolta, obbligatoriamente, il minore assistito, eventualmente da un avvocato. Può ordinare un non-luogo a procedere o diverse misure di assistenza educativa.

In caso di assistenza educativa, i genitori mantengono la patria potestà. Tuttavia, è stata progettata per consentire l’esercizio della misura.

In questa forma si ritrovano i tre principali tipi di formule che abbiamo descritto sopra per la tutela amministrativa. La differenza sta nel fatto che le misure amministrative vengono concordate con i genitori. Esse sono oggetto di un contratto tra loro e i servizi d’Aiuto Sociale per i Minori, quando la decisione del giudice viene loro imposta.

Una misura di assistenza educativa non può superare i due anni. Può essere rinnovata o prorogata.

1) AEMO – Action Éducative en Milieu Ouvert: Azione educativa in un contesto aperto

Simile nei suoi termini all’”Aide Educative à Domicile” (Aiuto Educativo a Domicilio), questo tipo di misura è imposta dal tribunale al minore e ai suoi genitori. Il bambino vive ancora con la sua famiglia, l’equipe educativa assicura un seguimento regolare del minore in tutti gli ambiti della sua vita o privilegia determinate azioni a seconda dell’età e dei problemi elencati nella sentenza del tribunale. Ovviamente viene messa in atto anche un’azione di accompagnamento dei genitori. Il servizio a cui il bambino viene affidato, deve rendere conto del suo operato al tribunale per minori.

2) Placement de Jour: Centro diurno

Si rivolge a giovani de-scolarizzati per motivi disciplinari, o per mancanza di motivazione o di stimoli familiari. Il giovane viene accolto nel corso della giornata in un servizio spesso sostenuto da una “Maison pour l’Enfance” (casa per bambini). Il sostegno educativo, il sostegno scolastico o alla formazione professionale, il sostegno psicologico, costituiscono il progetto del minore che comprende anche l’assistenza alla sua famiglia.

3) Placement: Affido

Si tratta di rimuovere temporaneamente il minore dal suo ambiente familiare. La sentenza del giudice stabilisce il tipo di rapporto che il minore può avere con i suoi genitori e con la sua famiglia più in generale, stabilisce le modalità di visita dei genitori e di uscita dal suo domicilio. Il lavoro con la famiglia è consigliato anche se il carattere giudiziario pone spesso dei limiti e costituisce spesso un freno.

Nonostante una legge recente che incoraggia lo sviluppo della prevenzione al fine di evitare il ricorso alla giustizia, il 75% di tutte le misure vengono imposte dal tribunale per i minori.

.

I BENEFICIARI DELLA TUTELA DEL MINORE

  • Minori in pericoloo a rischio di pericolo(vittime o meno, di maltrattamenti).

  • Minori pupilles” (senza genitori).

  • Minori stranieri non accompagnati (senza genitori).

  • Giovaniminori emancipatie giovani adultidi età inferiore ai21 anni, in determinate condizioni di squilibrio grave tale da compromettere il loro futuro.

  • Donne in gravidanza.

  • Madri conun figlio di meno di tre anniche hanno difficoltàsocialio psicologiche tali da mettere a rischio il bambino. (Oggi, si riconoscono come beneficiari della protezione anche i padri, così come le madri).

.

GLI ATTORIDELLA TUTELA DEL MINORE:

  • Lo Stato:legiferae controlla tuttii dispositivi. Alcuni servizicome l’Educazione Nazionale,la coesione sociale, i servizi per la gioventùe lo sport, giocano un ruolo nell’identificazione e nella segnalazionedi situazioni a rischio.

  • Il “Departement(Dipartimento):è il responsabile della tutela del minore attraverso il suo servizio di “Aide Sociale à l’Enfance” (Assistenza Socialeall’infanzia), che garantisce la creazione, ilfinanziamento, la controllo delle struttureo dei servizipubblici o privati responsabili delle azioni di salvaguardiaamministrativa o giudiziaria del minore. Gli operatori sociali di questi servizi garantiscono la valutazione del servizio e sono i referenti, nellamaggior parte dei casi, mettendo in atto un lavoro di sostegno alle famiglie.

  • Il settore privato:in genere di tipo associativo, gestisce la quasi totalità delle MECS – “Maison d’Enfance à Caractère Sociale”, vedere in seguito, e dei servizi di AEMO – “Assistance Educative en Milieu Ouvert”, letteralmente assistenza educativain un ambiente aperto, che corrispondono a delle forme di intervento di un assistente sociale, nel domicilio di residenza del minore, per una durata variabile (da 6 mesi a 2 anni, rinnovabile fino al raggiungimento della maggior età del minore preso in cura).

.

I CENTRI DI “AFFIDO” (Placement)

  • Le Foyer de l’Enfance: i focolari dell’infanzia o Case dei Bambini, sono dei centri di pronta accoglienza per minori affidati, inviati dai loro genitori o da un’azione legale, e di “trovatelli”, che ongi Dipartimento è tenuto a organizzare. Tradizionalmente è la Casa dei Bambini che interpreta questo ruolo; è anche responsabile di osservare e guidare i bambini verso altri centri a più lunga permanenza. Ne troviamo una per dipartimento, due o tre nei grandi dipartimenti. Di solito è di natura pubblica.

  • MECS – Maisons d’Enfants à Caractère Social: le case d’infanzia a carattere sociale accolgono principalmente giovani sino ai 21 anni, ragazzi e ragazze, a meno di poche eccezioni. Molte di queste case erano dei vecchi orfanotrofi appartenuti alla chiesa, poi trasformati. La maggior parte è, ora laica, è gestita da associazioni private. Si presentano in piccole unità abitative all’interno delle antiche strutture, e in case urbane di tipo familiare e appartamenti esterni in vista dell’autonomia dei più grandi. Sono dotati di personale educativo multidisciplinare. Possono ospitare dal 40 al 45% dei giovani. Esse sono finanziate dal Consiglio Generale.

  • Accueil Familial: l’accoglienza familiare è la modalità più antica per collocare i minori a rischio. Più del 50% dei bambini sono accolti da “assistenti familiari”. Si tratta di lavoratori sociali accreditati e pagati dal dipartimento per ricevere all’interno delle loro famiglie ragazzi e ragazze (sino a un massimo di 3). Spesso i ragazzi sono di età i più giovane rispetto a quelli delle Case dei Bambini e possono rimanerci più a lungo. Alcuni affidi sono gestiti da associazioni, ma la stragrande maggioranza delle famiglie d’accoglienza dipende dai servizi dipartimentale di Assistenza Socialeall’Infanzia.

  • Lieux de Vie: nel caso dei luoghi di vita si tratta di strutture molto piccole che ospitano al massimo sette giovani in uno stile di vita e in un ambiente familiare, ma con una struttura che è simile a quello del collegio. I bambini sistemati in questi luoghi, spesso vittime di affidi falliti, hanno delle storie di vita più dolorose. Gestite da associazioni o da singoli individui, queste strutture di diritto privato, troppo poche, sono però finanziati dal Consiglio Generale.

  • Altre aree di possibile affido (meno frequenti).

Potrebbe essere l’altro genitore in caso di separazione, o un familiare, o una persona al di fuori della famiglia ma considerata “degna di fiducia” (affidabile) da parte del giudice minorile e dalle istituti scolastici o di assistenza specializzata.

.

SERVIZI DI SOSTEGNO EDUCATIVO A DOMICILIO E DI ASSISTENZA EDUCATIVA IN AMBIENTE APERTO:


La maggior parte delle misure di Assistenza Educativa a Domicilio (Aide Educative à Domicile) sono intraprese dai servizi sociali per l’infanzia dipartimentali di (Aide Sociale à l’Enfance); al contrario, quasi tutte le azioni di Assistenza Educativa in Ambiente Aperto (AEMO – Assistance Educative en Milieu Ouvert) sono fornite da servizi associativi privati, spesso chiamati Associazioni di Salvaguardia (Association de Sauvegarde). Questi servizi sono provvisti di equipe multidisciplinari in cui predominano soprattutto professionalità educative, direttamente finanziate dal dipartimento di appartenenza.

Magistrati della gioventù:

  • I servizi di Protezione Giudiziaria della Gioventù (PJJ) intervengono nel quadro delle misure di investigazione precedenti alle decisioni di fondo del magistrato, così come nell’attuazione delle decisioni sui minori delinquenti.

  • Il Pubblico Ministero per i Minori (Procureur de la République chargé des mineurs) si occupa della tutela dei minori ma anche della repressione dei reati commessi dagli stessi. Rappresenta quindi sia gli interessi del minore che quelli della società e degli enti locali (dipartimenti, i comuni, i contratti locali di sicurezza …). I suoi compiti sono quelli di verificare che la sentenza emessa dal Tribunale per i Minori o dalla Corte d’Assise venga rispettata, che le azioni a carattere amministrativo siano messe in atto, che abbiano raggiunto il loro scopo, o se il minore sia in una situazione a rischio. Può richiedere una misura di assistenza educativa d’urgenza, scegliere il giudice minorile, classificare un caso come “chiuso” o aprire un procedimento penale contro i genitori in caso di abusi gravi

  • Giudice minorile (Juge des enfants) è un giudice specializzato incaricato di proteggere i minori, siano essi autori o vittime di fatti gravi. Incaricato molto spesso dal Procuratore della Repubblica, ma anche dai genitori, dal bambino stesso, ma può anche auto-candidarsi. Decide le misure di assistenza educativa per il minore da attuare; prende decisioni per un massimo di due anni, rinnovabili. Può interromperle sulla base di eventuali sviluppi della situazione. Presiede il tribunale per i minorenni che giudica i giovani delinquenti.

  • Il Giudice degli Affari familiari (Juge aux affaires familiales ) regola i conflitti tra i genitori e le controversie relative all’esercizio della potestà genitoriale. Deve sempre curare l’interesse del minore. Il giudice minorile deve tenere in considerazione le sue decisioni.

  • Giudice Tutelare (Juge des tutelles) organizza tutela degli orfani e di coloro che necessitano una salvaguardia di giustizia.

.

ADOZIONE

L’adozione occupa un posto speciale in Francia in quanto, a differenza di altri paesi, non è usata come soluzione ai problemi dei bambini a rischio.


Si tende raramente all’adozione per privilegiare il mantenimento delle relazioni con i genitori. Alcuni autori e professionisti protestano contro quella che chiamano “l’ideologia del legame”; al contrario, altri sottolineano la necessità di non trascurare il sostegno alla famiglia e favorire lo sviluppo delle competenze nei confronti del loro bambino.

L’adozione è la ricerca di una famiglia per un bambino e la ricerca di un bambino per una famiglia.


Dall’età di quindici anni, un minore deve dare il consenso alla sua adozione.


Ci sono due forme di adozione, l’adozione semplice che mantiene il rapporto di parentela con i genitori biologici e la piena adozione che cancella i legami con i genitori, stabilendo una nuova affiliazione.


L’adozione di minori affidati ai Servizi di Assistenza Sociale all’Infanzia necessita dell’accordo con il consiglio di famiglia dei “
pupilli dello Stato“, che in Francia sono dei minori affidati, da una decisione giudiziaria, ad un servizio sociale infantile in cui l’autorità parentale viene esercitata dal presidente del Consiglio Generale e da un consiglio di famiglia particolare.

Sono Pupilli dello Stato:

  • I bambini non riconosciuti. La Francia permette alle donne di partorire nella privacy della loro identità e di non riconoscere il bambino.

  • I bambini che, uno o entrambi i genitori, hanno affidato al Servizi di Assistenza Sociale all’Infanzia per farli adottare.

  • I bambini “trovati” (molto raro).

  • Gli orfani la cui tutela non è potuta essere stata organizzata dalle loro stesse famiglie.

  • I bambini di genitori a cui è stata tolta l’autorità parentale per legge (molto raro)

  • I bambini i cui genitori si sono palesemente disinteressati per un anno (procedura lunga e molto rara).

Per adottare un bambino in Francia o all’estero, le famiglie devono ottenere una licenza rilasciata dai Servizi di Assistenza Sociale all’Infanzia.

.

TELEFONO VERDE: nasce dall’esperienza italiana del “Telefono Azzurro” e fu istituito dalla legge del 1989 per la lotta contro alla violenza nei confronti dei bambini attraverso l’attivazione di un numero verde “Pronto bambini maltrattati”. Il servizio n° 119, anonimo e gratuito, è reso noto ai bambini attraverso dei manifesti obbligatori affissi nei luoghi pubblici e nei luoghi privati che lavorano con minori. Gestito da un ente pubblico, è finanziato dallo Stato e per la maggior parte dai dipartimenti.

.


L’OSSERVATORIO NAZIONALE

L’Osservatorio nazionale per l’infanzia a rischio e gli Osservatori dipartimentali per l’infanzia a rischio sono stati creati da una legge del 2007 per unificare e raccogliere statistiche a fini epidemiologici. Composto da ricercatori e assistenti sociali, funzionari statali, dei dipartimenti e e di varie organizzazioni, capitalizzano e promuovere tutti i lavori per i bambini a rischio. Analizzano le statistiche che vengono pubblicate in una relazione annuale. Rivolgono proposte dirette a modificare o adattare la legislazione o la regolamentazione secondo il loro livello di competenza.

.

IL GARANTE DELL’INFANZIA:

Creata in Francia nel 2000, quest’istituzione nazionale indipendente offre un possibile rimedio a quei bambini i cui diritti non vengano rispettati perché vittime di discriminazione o per mancanza di deontologia delle istituzioni. Può anche essere interpellato da qualsiasi adulto. Il garante dei diritti dei bambini (défenseur des enfant) non può impugnare un atto di giustizia. Il 20 novembre di ogni anno presenta un rapporto al Presidente della Repubblica, durante la Giornata nazionale dei Diritti dei Bambini. Questo resoconto delle proprie attività, fornisce le sue opinioni sulla situazione in Francia in materia di diritti dei bambini, propone modifiche legislative, adattamenti della legislazione francese agli sviluppi del diritto internazionale, o europeo in materia di diritti del fanciullo. Tratta ogni anno un tema di attualità problematica riguardante il territorio francese.

Albi, 04 Maggio 2013

Annunci

Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
Questa voce è stata pubblicata in Technics and methods e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a TUTELA DEI MINORI IN FRANCIA

  1. Mohamed bensalim ha detto:

    Buona sera sera Sono mohamed bensalim cittadino italiano risidente a padovo. O una domanda da farvi!!!!!
    Nell 2007 o sposato una donna marochina e. Nell 2009 e nata la nostra bimba poi nel 2010 e rimasta incinta in quell periodo se ne e andata andata In marocco e non e piu tornata abbandonando la figlia.
    Il figlio invece. Non lo abbiamo mai visto in italia o fatto tante querele ma non servono a niente !!!!!!!!!!!!!!!
    Anbiamo saputo da conoscenti che la mia ex moglie. Si e risposata cilon un cittadino francese e volevo sapere come devo fare per vedere il nostro figlio e se posso portarlo in italia ed avvere il suo indirizzo

    • marhhaba ha detto:

      Buongiorno signor Bensalim, sono curioso di sapere come è arrivato al mio Blog, immagino che stia facendo molte ricerche per capire come risolvere la sua spiacevole situazione. Come primo punto ci tengo a dirLe che non sono un’esperto in materia e che mi occupo solo di progetti formativi. Mi sono comunque interessato al suo caso consultandomi presso alcuni colleghi del settore che Le consigliano di rivolgere le sue denuncie al Tribunale per i Minori di Venezia e non alla polizia, qualora l’avesse fatto. Inoltre sarebbe bene che parlasse del suo caso alla Convenzione dell’Aja che potrebbe accompagnarla per andare a vedere suo figlio in Marocco. Immagino che non abbia potuto riconoscere suo figlio. Anche in quel caso è possibile fare delle prove sul DNA per accertare la sua paternità. Spero di averLa aiutata in qualche modo. Cordiali saluti.

      • marhhaba ha detto:

        Signor Bensalim trono a Lei con altre inforamzioni. A quanto pare la cosa migliore è quella di fare un’istanza presso il tribunale locale perché definisca i rapporti con suo figlio, sempre che l’abbia riconosciuto come tale. Dovrà quindi recarsi in Marocco o al consolato marocchino in Italia per chiedere come fare un’istanza. Aggiungo poi una piccola correzione a quanto detto nella prima risposta. Essendo divorziato da sua molgie, il caso riguarda il tribunale ordinario non quello per i minori. Sarebbe interessante sapere cosa dice il decreto del suo divorzio rispetto alla gestione dei figli. Spero essere stato più esauriente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...