Vivo si, ma che vita è questa?

Alcuni giorni fa ho avuto la necessità di ricercare l’antica storia di Demetra e Persefone che, secondo la mitologica greca, rappresenta una possibile spiegazione della nascita delle stagioni. Approfondendo il tema sono venuto in contatto con il concetto di Ade come persona, e quindi lo zio di Demetra, il fratello di Zeus, nonché dio degli Inferi, ma anche come luogo, e quindi l’inferno stesso. Oltre ai vari testi disponibili nel Web, ho trovato dei video di una serie statunitense, Clash of the Gods, molto americani appunto ma anche molto suggestivi. Ho quindi preparato il portatile, riempito la vasca da bagno e mi sono immerso in un mondo fantasioso e vaporoso, per alcuni versi infernale, fatto di abluzioni, cataplasmi e catabasi. Dalle abluzioni sono passato quindi alle abduzioni, due delle quali ho il piacere di esporvi in questo post.

Film "La grande vadrouille", in italiano "Tre uomini in fuga"

Dal Film “Tre uomini in fuga”

Il mito di Sisifo

Sisifo,  figlio di Eolo e della mortale Enarete, fu punito da Zeus per aver beffato la morte, Ade. Venne condannato nel Tartaro a spingere un masso sulla cima di un monte per poi vederlo rotolare di nuovo e dover ricominciare per l’eternità.

L’abduzione sul castigo divino mi rimanda alla maledizione a cui si auto-condanna chi cerca di non chiudere una Gestalt. Sisifo per evitare la morte blocca un ciclo che, non potendosi mai estinguere, si ripete così all’infinito.

Riprendendo il titolo – vivo si, ma che vita è questa? –  forse è meglio avere il coraggio di morire per poi rinascere piuttosto che rimanere intrappolati in una vita bloccata…

Friedrich Nietzsche riggirava il famoso detto, vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, suggerendoci di misurare la nostra felicità immaginando di vivere il presente come se dovesse ripetersi per sempre. Come mi sentirei se il giorno di oggi dovesse ripetersi anche domani, e domani ancora, come nel famoso film Groundhog Day (Ricomincio da capo)? Cosa dovrei fare e cosa dovrei evitare, per rendere tale giorno il più piacevole possibile per me?

Sisifo infernoLe abduzioni continuano e mi portano alla croce cristiana, tuttavia li c’è la vita eterna e la punizione inflitta, io invece parlo di vita quotidiana e di responsabilità personale.

Mito di Orfeo e di Euridice

C’è invece un altro mito greco, legato ad Ade, che mi ha alimentato l’abduzione precedente, quello di Orfeo e di Euridice. Come ci racconta Virgilio, Orfeo, Figlio del re di Tracia Eagro e della Musa Calliope, era il più famoso poeta e musicista mai esistito.

“Apollo gli donò la lira e le muse gli insegnarono a suonarla. Quando suonava e cantava, piegava gli alberi e muoveva le rocce, domava le bestie feroci e faceva deviare il corso dei fiumi, inducendo tutti a seguirlo. Orfeo, oltre ad essere un bravo musicista, era un ragazzo molto coraggioso, infatti decise di partire con gli Argonauti salpando con essi per la Colchide alla ricerca del vello d’oro. Al ritorno da questa avventura sposò Euridice”.

La loro storia d’amore era così bella che non poteva finire eppure finì. Quando erano all’apice del loro amore, ella morì accidentalmente mentre cercava di sfuggire dall’impeto amoroso del brutto e rozzo pastore Aristeo. aristeo_by_rebenke-d6cqh2jAristeo in realtà tanto brutto non doveva essere visto che era figlio di Apollo e dell’impetuosa ninfa Cirene. Non era quindi neanche un semplice pastore, comunque la storia vuole che ella sfuggendogli abbia calpestato una serpe, il cui veleno fatale la uccise, relegandola nell’Ade. Orfeo assorto nei suoi componimenti  si dispera perché non vuole accettare la morte intesa. La Gestalt si chiude suo malgrado, il bello e raffinato Orfeo perde il suo amore per colpa di un uomo brutto e rozzo e di un serpentello falliforme? Non è possibile, non ha senso e tutti sono d’accordo con lui, si commuovono e cercano di aiutarlo, dalle ninfe agli dei. E poi lui era bravissimo, soprattutto con la musica e con le narrazioni, il suo dolore era quindi struggente e riusce ad incantare tutti, ma non se stesso… Quando scese negli inferi, riuscì convincere il severissimo Caronte, lo spietato Cerbero, lo stesso integerrimo Ade e la sua sposa Persefone. Anzi, i due sovrani rimangono talmente stupiti e abbagliati dalle doti del mortale che decidono di premiare il cantore restituendogli l’anima della sposa a patto che questi le si rivolga solo dopo che saranno usciti dagli oscuri meandri dell’Oltretomba. Ma Orfeo non riuscì a fidarsi di se stesso e, cercando di oggettivare la sua emozione per assicurarsi della sua presenza la perse. Il copro non mente, caro il mio Orfeo e la mente lo fa benissimo, riesce ad incantare anche le pietre e le montagne, tuttavia sentire e sapere rimarranno cose diverse, soprattutto in amore. Sò che ti amo ma… E’ lui a non essere più in contatto con Euridice, non viceversa.

Ulteriori elementi che confermano la mia abduzione riguardano la morte di Orfeo.

Quando alcuni anni dopo Dioniso, il dio della forza vitale e della liberazione dei sensi dalla razionalità, invase la Tracia, Orfeo trascurò di onorarlo, dedito alle sue astrazioni intellettualoidi di massimo pregio e livello.  Il dio incaricò allora le Menadi, donne in preda alla frenesia estatica, invasate e seguaci di Dioniso, di far vendetta. Esse raggiunsero Orfeo a Deio, in Macedonia e lo fecero a pezzi, gettando nel fiume Ebro proprio la sua testa, che galleggiò, cantando, fino all’isola di Lesbo dove gli abitanti gli eressero una tomba. Lesbo da quel giorno divenne, per eccellenza, la terra della poesia lirica. Anche la lira di Orfeo fu trasportata a Lesbo dalle onde e deposta nel tempio di Apollo; per intercessione di codesto dio e delle Muse la sua immagine fu posta in cielo e divenne la costellazione della Lira. Ancora oggi, si dice che nelle notti stellate è possibile udire il suo canto d’amore…

Questo mi fa pensare ad alcune canzoni, o poesie d’amore, sono così belle, forti e intense, che potrebbero convincerci, quasi all’infinito, di quanto continuiamo ad amare o a soffrire per un amore finito o perduto. A volte le si ascolta in cerca di conferme ma le vere conferme sono già forti e chiare in noi. Se volete l’immortalità potete cercarla nella testa, d’altra parte “scripta manent”, tuttavia la propria verità io la cercherei nel cuore che, per ascoltarlo ha bisogno solo di un pò di silenzio supportato dal dolce ritmo del nostro respiro…

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Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
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2 risposte a Vivo si, ma che vita è questa?

  1. Jose Peralta ha detto:

    E vero. La morte o la scesa agli Inferi ci puo arricchire. Penso nel essempio di Odisseo, chi scende al Ade quasi come cosa necessaria nei suoi “odisee” prima d’intraprendere il suo ritorno ad ITHAKA. Li lo trova l’ombra della sua madre—che e tutto sentimento li giu—piange piange. Forse l’incontro con lei apre Odisseo—emotivamente–gli da la chiave degli emozioni. E poi, perche s’ha lasciato sentire quando vede la mamma ed anche parecchie altre donne dei miti, lui puo anche confrontare la maga Circe e pensare meglio quando vedi i suoi uomnini transformati in animali dalla maga —e “desencantar” loro per continuare insieme ad Ithaka.

    • marhhaba ha detto:

      Anche la scesa di Ulisse nell'Ade si può leggere in chiave introspettiva, sono d'accordo con te Jose. Rileggendo velocemente l'Odissea, credo che la maga Circe mise Odisseo di fronte alle sue scelte. Se non voleva chiudere le Gestlat che ancora rimanevano aperte dopo un anno passato con Lei, nella pace dei sensi, doveva affrontare Poseidone e le sue tempeste di acqua emotive. Per riuscire nell'impresa l'unica era diventare pienamente responsabile rispetto a ciò che realmente voleva, confrontarsi con i suoi desideri, il suo futuro, l'indovino Tiresia. Ulisse inizia un viaggio introspettivo in cui, come succede nei sogni, ogni cosa e persona incontrata sono parti di sè. Si confronta con queste parti in una serie di "Hot-Seat" sulla possibile vittoria, sul ritorno in patria e l'inevitabile rinnovarsi della curiosità per il mare. Anche il dialogo con Agamennone, ad esempio, rappresenta la preoccupazione di essere tradito dalla moglie, rientrando a Itaca. La madre Anticlea, momento tristissimo, mi fa pensare alla presa di coscienza sul possibile dolore inferto alla sua famiglia. Si confronta con il dolore della madre, morta di nostalgia... Cerca di abbracciarla 3 volte ma scompare, come qualsiasi fantasma, anche l'ansia sparisce quando la si affronta. Ulisse tocca il fondo, decide di essere consapevole dei suoi sentimenti, dei suoi desideri e delle consegnuenze possibili, agisce e torna in vita...

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