Un i-Scrivano per quali analfabeti?

iScrivano

‘O Scrivano, screvano o zucagnosta (inzuppa inchiostro) è nu mestiere antico ‘e Napule.

Anonimo

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Come qualcuno ricorda ancora, fino al secolo scorso, per le strade di Napoli e, più in generale in tutte le piazze delle grandi città del mondo, si poteva incontrare, tra i venditori ambulanti, un professionista particolarmente erudito, che vendeva le sue competenze linguistiche alla popolazione analfabeta. Lo scrivano (el escribano, l’écrivain public, the scrivener), da non confondere con il copista o lo scriba, era una persona che scrivere lettere per gli altri.

Una lettera mi costa più che scrivere un libro

Charles Buadelaire, lettera alla madre, 16 dicembre 1847

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Una lettera è emozione allo stato puro, difficilmente infatti, è possibile trovare uno mezzo che sia così capace di trasferire un’emozione quanto una lettera. La lettera è un mezzo semplice e autentico di comunicazione con un incredibile fascino emotivo ed emozionale, è un modo per svelarsi a se stessi e agli altri. Anche se non se ne scrivono più molte, è un piacere conservarle perché sono come dei diari di vita. Anche le lettere degli altri hanno lo stesso effetto ed è per questo che, nella storia della letteratura, il romanzo epistolare ha da sempre emozionato un pubblico eterogeneo di lettori, basti pensare al successo de “I dolori del giovane Werther”, le “Ultime lettere di Jacopo Ortis” e “Le relazioni pericolose”. La lettera è un modo per avvicinarsi agli altri, rivedersi negli altri anche parzialmente, in questo senso rappresenta un vero e proprio territorio universale per lo scambio di emozioni senza barriere di alcun genere.

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La lettera non solo ha il suo contenuto ma anche una forma, traduce l’emotività che l’autore sta provando mentre sta scrivendo. La loro capacità di cogliere il presente permette di scindere il tratto riconducibile al tipo di autore e, allo stesso tempo, il condizionamento legato all’emotività dell’istante. Il punto di vista estetico diviene comunicazione non verbale e aiuta a comprendere l’impeto con cui è stato pensato un messaggio.

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Quando si diffuse il telefono, alcuni intellettuali si preoccuparono del fatto che non si scrivesse più. Oggi la gente scrive e non telefona più, gli stessi dovrebbero quindi essere contenti della diffusione di sms, tweet, hashtag e via dicendo. Io penso che tutte le forme di espressione che lasciano una traccia, possono essere utilizzate come prove di un pensiero emozionale. In questo senso non solo internet ma il multimediale in generale incarna i bisogni espressivi dell’uomo. La cronologia dei Social Media potrebbe divenire quindi una sorta di romanzo epistolare contemporaneo e gli Istagram la nuova veste delle cartoline illustrate di una volta. Sulla scia di questo ragionamento si inserisce l’ultimo libro di Roberto Cotroneo, Tweet di un discorso amoroso, che, come lo definisce Sandrone Dazieri, è un “esperimento narrativo affascinante” proprio perché utilizza i tweet e i post di internet come narrazione di una storia d’amore. In fin dei conti, nelle relazioni affettive si dice “ho una storia” quando ho qualcosa che si possa raccontare…

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Difficile dire cosa sia oggi la scrittura, di sicuro neanche il più oltranzista dei bacchettoni potrebbe escluderne gli aspetti più multimediali. Riprendendo l’incipit dell’articolo, la domanda che vorrei porre è la seguente: che forme potrebbe assumere uno scrivano pubblico contemporaneo??? Avrebbe senso, ai nostri tempi, offrire le proprie capacità, artistico-psicologiche nel mio caso, nell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, per aiutare le persone a conoscere e a trasmettere meglio la profondità dei propri pensieri, sentimenti e azioni?

Naya,_Carlo_(1816-1882)_-_n._6155_-_lo_scrivano_-_ca_1865

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Ma forse tutti questi messaggi sono troppi, siamo già iper-stimolati, e la relazione d’aiuto dovrebbe mirare a togliere immagini, parole e non aggiungerne…

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La lettera è una visita inaspettata, e il postino è il mediatore di scortesi sorprese. Si dovrebbe avere per le lettere un’ora ogni otto giorni, e poi farsi un bagno.

Friedrich Nietzsche

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D’altro canto è pur vero che per arrivare a far pulizia, silenzio, calma, liberarsi e librarsi bisogna saper astrarre, sintetizzare, sublimare, filtrare, distillare e trasformare il piombo in oro, tutte competenze che un artcounselor come si deve dovrebbe avere… Quasi quasi ci provo!

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Voi che ne dite?

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Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
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Una risposta a Un i-Scrivano per quali analfabeti?

  1. leo ha detto:

    Uno scrivano, di questi tempi, sarebbe ancora( e forse ancora piu) utile ad aiutare le persone.. non tanto a scrivere..ma a comunicare..a scrivere son quasi capaci tutti..ma ad esprimere mmm

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