Alienare e/o alienarsi

Happy easter

In questi giorni di pasqua, ricchi di simbolismi, mi sono imbattuto in vari tipi di alieni, alcuni di natura virale, a cui ho reagito con crampi allo stomaco, nausea, pallore improvviso e collasso, altri di natura umana e problematica, a cui ho reagito con curiosità e voglia di dialogare, altri di natura, a mio parere, fantasmatica a cui ho reagito da agnostico / scettico. In ogni caso si è trattato di incontri violenti che, ognuno a suo modo, hanno lasciato dei segni…

Ho accomunato queste esperienze riferendomi agli alieni perché il termine associa due significati molto pertinenti. Il primo è “altrui”, che appartiene ad altri, estraneo, non mio, e quindi il virus, la persona problematica e le sue sensazioni illusorie. Il secondo è “sconosciuto” e “avverso, contrario, refrattario, renitente, restio, sfavorevole”, tutti elementi più o meno presenti nella violenza degli incontri pasquali. Se il virus intestinale è sicuramente quello che più assomiglia ad un alieno, il conoscere persone alienate o l’essere alieno a certe discussioni ha molto a che vedere con i segni che mi porto a dosso e attraverso cui cercherò di scrivere.

alienssSorvolando come un ufo sul mio mal di pancia e di plesso solare, che merita un capitolo psicosomatico a parte, inizierò a parlarvi di mostri.

Il mostruoso viene classificato da wikipedia in vari modi. Il più semplice è iniziare a classificarli per “appartenenza di specie”, a seconda se hanno avuto origine dal modo naturale o artificiale. Un modo più complesso è dividerli in 4 tipologie:

  • Abnorme e deforme, rispetto agli esseri viventi ritenuti “normali” (con dimensioni alterate, eccessivamente piccole o grandi, come avviene nei nani, nei giganti o negli animali cresciuti a dismisura). Qui rientrano anche le “anormalità” è quindi ciò che dipende dalla percezione della persona che osserva, come nel caso dei freaks.

  • Ibrido, perché presenta caratteristiche proprie di differenti specie viventi (incroci fra la razza umana e quella animale o vegetale, variamente combinate, come il centauro, la chimera, l’ippogrifo).

  • Sovrannaturale, perché presenta caratteristiche che, contravvenendo alle leggi naturali e della fisica, dovrebbero essere impossibili, come i demoni, i super-eroi, i marziani.

freaks

Il mostro, letto in chiave psicologica, è normalmente associato al modo in cui giudichiamo noi stessi e di come interpretiamo l’alterità. Questo indice è una tipo di cartina al tornasole che ci dice che quando crediamo di vedere un mostro, ci stiamo solo specchiando. Attraverso un processo di traslazione, le nostre paure e ansia rispetto all’altro da sé e allo sconosciuto, ci fanno immaginare qualcosa o qualcuno cattivo, che vuole qualcosa da noi. Si tratta quindi di proiezioni, in cui la persona affibbia all’altro, tutto ciò che il soggetto non accetta di sé stesso, frapponendo una soluzione di continuità fra l’Io e il mondo, il primo viene giudicato come dimora e baluardo del giusto e del bello, il secondo come un ambiente, ricettacolo dell’ingiusto e del brutto, pieno di stalkers.

Tale legame assume una sorta di consapevolezza, più o meno conscia, durante i sogni, sia nello stato REM che in quello ipnagogico (dalla veglia al sonno), che ipnopompico (dal sonno alla veglia). La dimensione onirica, infatti, tende a operare delle trasformazioni su come il sognatore percepisce la realtà, e quindi persone, oggetti, ambienti ed episodi possono trasformarsi in vere e propri incubi o allucinazioni. Gli esperti affermano che l’approccio migliore, in questi casi, consisterebbe nel dirsi che tutto ciò che si sta provando non è reale e nel calmarsi. Se ci si riesce, affermano, e la cosa non è semplice da fare in sogno, tutto scompare per lasciare il posto ad un sonno ristoratore. A quanto pare è anche possibile imparare a dirigere il sogno, esistono ben 6 tecniche di quella che viene chiamata orinonautica.

Comunque, dicevo, nello stadio REM tutti i sensi, ma in particolar modo vista, udito e tatto, possono risultare coinvolti e per questo a volte è molto difficoltoso capire se si tratti di un sogno o di realtà. Nelle illusioni o allucinazioni ipnagogiche le esperienze che si verificano all’inizio di un periodo di sonno, solitamente sono piuttosto intense e vivide, possono essere spaventose e associarsi a forme di paralisi ipnagogiche in cui, cioè, si è svegli ma non ci si può muovere. In quei momenti terribili, che io stesso ho sperimentato, è difficile raggiungere la calma che prescrivono gli esperti…

Anche nello stadio ipnopompico, quello che porta dal sonno alla veglia, il cervello può avere delle sensazioni, in particolare visive e uditive, che, pur non essendo reali, vengono percepite come tali anche in modo assai vivido. A volte si può essere lucidi mentalmente e addirittura in taluni casi decidere cosa si vorrebbe che si raffigurasse o meno. A me è capitato solo dopo aver fumato una canna, ma vi assicuro che avevo la possibilità di cambiare le mie visioni e anche le mie percezioni uditive. Ho creato sinfonie che nemmeno voi umani… Johann_Heinrich_Füssli_053

Concordo con gli esperti, fonte wikipedia, che tali immagini o suoni vengono facilmente dimenticati, ma a quanto pare possono essere addirittura scambiate per esperienze realmente vissute. Un esempio di queste fantasie è quella di essere chiamato da altre persone o di avvertire la presenza di uno o più intrusi in camera da letto, come nel famoso quadro “L’incubo”, di Johann Heinrich Füssli. C’è anche chi afferma ha fatto l’esperienza di essere rapito dagli alieni, eccoli qua, alla quale potrebbe anche contribuire l’esperienza di paralisi nel sonno.

Non sempre, tuttavia, il processo messo in atto dall’attività onirica o durante la veglia ha connotazioni negative. Se il soggetto ha un buon rapporto con sé stesso e, di conseguenza, con il mondo esterno, la sua rappresentazione del mostro sarà in realtà uno specchiarsi per vedere in esso la propria identità nascosta o, nel caso degli orinauti, divertirsi pilotando un sogno lucido. Si tratta, in questo caso, di ricognizione delle proprie proiezioni, con la quale l’individuo riconosce sé stesso nell’altro, senza avvertire una cesura netta fra mondo interiore e mondo esteriore.

Toxicavenger_1Da psicologo gestaltista penso che, al di là del domandarsi sull’origine e il motivo dei nostri sogni, incubi, allucinazioni, voci, relazioni extrasensoriali, sia interessante capire qual’è il messaggio esistenziale di cui queste esperienze, uniche e complete nella loro forma, sono portatrici. Sono momenti che acquistano senso all’interno dell’intera dinamica di vita di una persona e che è un peccato combattere, perché, come direbbe Perls, sono «l’espressione più spontanea dell’esistenza dell’essere umano» (Perls F., “La terapia gestaltica parola per parola”, Astrolabio, Roma, 1980, pag. 76). L’interesse, allora, è proprio quello di lavorare con “…l’interazione dinamica degli elementi nei quali è parcellizzata la rappresentazione dell’esistenza…” (Rossi O., “Teatro del sogno come flusso della condotta”, 1997), per riappropriarsi, re-owning, di queste parti scisse, di questi pezzi del nostro sé che ci perseguitano e che alieniamo (a proposito del sentire le voci, a Roma c’è un’interessantissimo laboratorio sperimentale condotto dal gestaltista Fabio Specchiulli, ispirato al metodo del Voice Dialogue, fabiospecchiulli@yahoo.it o telefona al 328/9224123). Ma perché ci disappropriamo di parti del sé? Paura, remora, giudizi, desideri rimossi, abitudine all’evitamento, alla inconsapevolezza, sono tutti atteggiamenti che ci aiutano a estraniarci da noi stessi, che ci mutilano di parti di noi e che ci impediscono di essere noi stessi compiutamente.

Concludo giocando con la mia curiosità. Vorrei sapere se, oltre alla proiezione, ci sono altri tipi di perturbazione nevrotica della frontiera-contatto che creino mostri, e se si, di che mostri si tratta. Provo a buttare giù due idee::

  1. Il mostro proiettivo, sappiamo che è quello che creiamo materializzando le nostre paure e vergogne.

  2. Il mostro introiettato, potrebbe essere quello creato dalle pressioni di chi ce l’ha affibbiato.

  3. Il mostro deflesso, quello che ci impedisce di entrare in pieno contatto con persone e cose. Il demone della superficialità.

  4. Il mostro confluente, sarebbe difficile da riconoscere perché copia ciò che ci circonda. Il demone della compiacenza.

  5. Il mostro egotico, quello che si sente dio, che sa tutto di noi e degli altri. Il demone della saccenza.

  6. Il mostro retroflessivo, quello che ci spinge a farci del male. Il demone masochista.

  7. Il mostro desensibilizzato, insensibile a tutto perché onnipotente nella sua autonomia. Il demone anestetico.

  8. Il mostro proflessivo, un incrocio fra un proiettivo e un retroflessivo, fa agli altri quello che vorrebbe che fosse fatto a lui. Il demone crocerossino sadico.

Non so se si tratta di mostri verosimili, di vari aspetti dello stesso mostro o se il mostro è solo negli occhi di chi lo vede. Ciò che mi interessa è rendere l’incontro meno violento possibile, anzi piacevole. Forse basterebbe avere il coraggio di parlargli, capire cosa vogliono da noi, in breve, entrare in contatto. Magari sono come i fantasmi, quando li tocchi scompaiono…

Buona notte

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Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
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