Teoria dei colori

Sapevate che la casa di Goethe a Roma è l’unico museo tedesco all’estero!?

casa-di-goethe-rm-balconeVe lo dico perché, proprio oggi, sono stato a visitarlo e,  oltre alla meraviglia di entrare nei posti che avevano accolto, per circa un anno e mezzo, la quotidianità del famoso scrittore, poeta e drammaturgo tedesco, sono stato piacevolmente guidato attraverso l’esposizione permanente e temporanea, sul viaggio che intraprese in Italia e su alcuni disegni italiani dello stesso. In realtà questo articolo nasce dalla voglia di condividere con voi delle suggestioni che ho avuto nel contemplare i suoi studi sui colori, ma non riesco a non raccontarvi anche alcune cosette sfiziose che ho appreso dalle due piacevoli guide che, gratuitamente, accompagnano ogni domenica alle 11:00 i gruppi di visitatori.

Ad esempio non tutti sanno che Goethe fuggì in Italia, all’insaputa di tutti, perché era stressato dal suo lavoro di consigliere ministeriale alla cultura e alle infrastrutture (all’epoca erano una sola cosa, interessante questo fatto….). Certo questo non fu l’unico motivo. La scelta del paese in cui rifugiarsi gli venne anche perché voleva completare la sua formazione artistica e poi, a spingerlo verso l’Italia, fu anche l’idea di raggiungere quel paese che gli era stato tanto decantato da suo padre Johann Caspar. Il nostro paese, infatti, all’epoca (1786) era una meta formativa internazionale, soprattutto per gli amanti dell’arte, tanto che sia Johann Wolfgang che sua sorella Cornelia Friederike Christiana, studiarono la lingua italiana già in tenera età:

«Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn?».

«Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?».

famiglia realeJohann Caspar merita anche un altro piccolo inciso. Anch’egli era stato in Italia, nel 1740, e si era entusiasmato al punto da elaborare un resoconto confezionato con dovizia di dettagli, scritto anche in italiano, in cui compaiono numerose chicche, come la descrizione del pranzo pubblico della famiglia reale a Resina. Durante tale pranzo la coppia reale fu servita separatamente: la regina, Maria Teresa d’Austria, alla tedesca e il re, Francesco I, alla spagnola.

Dicevamo, fu così che il 3 settembre 1786, a 37 anni,  Johann Wolfgang von Goethe scappò dalla soffocante Weimar prima dell’alba. Aveva avvisato solo il suo signore, il duca Karl August, e il suo amore platonico, la nobildonna Charlotte von Stein.

«Nel verde fogliame splendono arance d’oro / Un vento lieve spira dal cielo azzurro / Tranquillo è il mirto, sereno l’alloro / Lo conosci tu bene? / Laggiù, laggiù / Vorrei con te, o mio amato, andare!».

Il duca, che in giovinezza lo aveva scelto personalmente come precettore, gli concesse anche una borsa di studio che gli permise di affrontare il viaggio, riportando in patria anche utili informazioni culturali….

Mi sono fatto prendere dall’entusiasmo, vi volevo parlare di un fatto ben specifico che mi è capitato durante la visita. Lascio quindi il discorso sulla vita di Goethe, invitandovi caldamente a visitare questo appartamento sito a via del Corso 18, a Roma.

Proprio mentre seguivo la visita, la guida ci ha introdotti in un anticamera dove erano esposti dei cerchi cromatici. Una etichetta lo classificava come “disegni simboleggianti la vita dello spirito e dell’animo umano”…

2012-12-16 12.32.52

“Menschlichen Geistesund Seelenlebens“ (1809).

Non potevo credere ai miei occhi ma soprattutto alle mie orecchie, Goethe in Italia aveva ipotizzato la sua teoria sui colori!!! Chist’è o paese d’o sole!! Sto ancora documentandomi sul web e molto probabilmente andrò direttamente a consultare i suoi due volumi ispirati dal sole e dai colori italiani… Per ora ho scoperto che fra Ghoete e Newton si aprì una diatriba molto interessante. Pare che i calcoli di Ghoete fossero sbagliati, difficile battere Newton in questo senso, tuttavia il nostro era così contrario ad una visione così poco poetica della luce e così troppo meccanica che non si dette per vinto e riuscì ad apportare una novità importante. Sbaglio sulla fisica dei colori ma non sugli effetti che la loro relazione ha sull’uomo. Le influenze reciproche dei colori e delle ombre colorate, infatti, fanno si che uno stesso identico colore venga percepito in modo diverso a seconda dello sfondo sul quale è posto e che l’occhio tende a vedere delle ombre su un oggetto sul quale viene proiettata una luce fortemente colorata, che hanno una vaga sfumatura di un altro colore.  Più Gestalt di così!!!

Altre vicinanze emotive del mio, oramai caro, Goethe riguardano il suo impegno a favore dell’olismo e del metodo di studio. Goethe era profondamente convinto, sulla scia di gran parte del pensiero romantico, che la natura costituisse un tutto organico, di cui l’uomo è solo manifestazione. Come come già aveva detto Spinoza,l’errore dell’uomo sta proprio nel non riconoscere di essere una parte del tutto e di pretendere di esistere come totalità. Il suo metodo analogico si rifaceva agli studi genetici della comparazione anatomica ed embriologica, metodo conosciuto oggi come morfologia comparata. Metodo abbastanza abduttivo, direi. Attraverso tale metodo poté conseguire tre notevoli scoperte scientifiche, tuttora valide nella loro essenza:

  • l’origine fogliare delle differenti strutture del fiore: sepali, petali, stami, pistilli;
  • l’origine del cranio da vertebre trasformate;
  • l’esistenza dell’osso intermascellare, o incisivo, nel cranio umano, tanto che la sutura corrispondente, situata tra il canino ed il secondo incisivo, e stata chiamata ufficialmente, in suo onore, sutura incisiva goethei.

Viva Ghoete, dunque, e il suo spirito espressivo e creativo!!

Per chi volesse approfondire gli studi sul colore, ho trovato un paio di siti interessanti:

http://www.boscarol.com/blog/

http://www.ncscolour.it/about/il-sistema-ncs/

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Informazioni su marhhaba

Sono uno psicologo, gestaltista e art counselor, mi occupo principalmente di formazione, sviluppo e comunicazione personale, di gruppo e collettiva, attraverso i metodi della psicologia umanista e dell'educazione attiva. Il mio lavoro è intimo, intermittente e internazionale e ha come obiettivo principale far dialogare le relazioni di tipo mentale, con quelle emotive e fisiche che de-finiscono il nostro essere al mondo. Il risultato è riuscire a ri-vedere le cose in maniera più utile e autentica, e quindi sana. Soy un psicólogo, gestaltista y consultor expresivo. Me ocupo principalmente de formación, desarrollo y comunicación personal, grupal y colectiva, a través de los métodos de la psicología humanista y de la educación activa. Mi trabajo es íntimo, intermitente e internacional y tiene como principal objetivo crear relaciones de diálogo entre lo mental, lo emocional y el corporal, triangulación que de-fine nuestro ser en el mundo. El resultado es la posibilidad de volver a ver las cosas de una manera más útil y auténtica, y por lo tanto saludable. Je suis un psychologue, gestaltiste et conseiller expressif, je m'occupe principalement de la formation, du développement et de la communication personnelle, de groupe et collective, à travers des méthodes de la psychologie et de la éducation active. Mon travail est intime, intermittente et international et a pour objectif principal de créer des relations de dialogue entre le mental, l'émotionnel et le physique, éléments qui de-finissent notre être dans le monde. Le résultat est d'être en mesure de re-voir les choses d'une manière plus utile et authentique, et donc saine.
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